Iniziative Manifestazioni Incontri

In questa sezione troverete l'archivio di ciò che è stato detto e fatto durante la campagna elettorale per le primarie di Cesena.

Sono disponibili contenuti per le seguenti categorie:

Il percorso

  • Avere ed acquisire idee, confrontarsi sempre ;quindi decidere
  • Per qualunque innovazione si deve partire dall’esistente

Il metodo

  • Un progetto di città, così come un piano industriale, deve basarsi sui mezzi a disposizione, sulle potenzialità di sviluppo e innovazione che il territorio presenta
  • Un governante abile si attornia di persone capaci, dotate di passione, di grande competenza, con l’esperienza e la saggezza di un anziano ma anche con la voglia di vivere e l’incoscienza di un giovane
  • All’interno della macchina comunale ci sono professionalità,esperienza, competenza ed anche capacità di collaborazione, disponibilità e voglia di innovazione: aspettano solo di esser messe nelle condizioni di operare
  • Rilanciare il rapporto con gli altri territori: i localismi bloccano e riducono le potenzialità in termini di risorse umane e finanziarie
  • Snellire gli iter procedurali delle pratiche amministrative: ridurre l’obbligo di rendere conto a troppi enti che si muovono scoordinati fra loro
  • Favorire la collaborazione fra pubblico e privato: delegare a quest’ultimo la gestione del procedimento amministrativo e riservare all’ente pubblico il controllo di legittimità consuntivo e non più soltanto preventivo

Anche in tempi di crisi l’uomo può vivere per gli altri. (Palladio)

Chi si propone per governare una città ha il dovere di tracciare un breve ritratto di sé; della propria formazione culturale soprattutto. Sona nata e cresciuta a Pievequinta da famiglia di contadini, un quel luogo da dove, come diceva il sen. Melandri, alle 4 della mattina us advedeva Bartnora. Ho frequentato il liceo classico a Forlì, poi Lettere Classiche a Bologna, dove mi sono laureata in letteratura greca con 110 e lode; mi sono trasferita a Cesena e ho iniziato quello che per me è il mestiere più bello del mondo – fare l’Insegnante. Conseguita l’idoneità per insegnare italiano, latino, greco nelle scuole superiori ho insegnato italiano e storia sempre all’Istituto Tecnico Agrario: una scuola meravigliosa perché ricca di vita. Ho contemporaneamente fatto un percorso amministrativo nella nostra città che mi ha visto Consigliere, Assessore, presidente di Commissione, Presidente del Consiglio Comunale. Tutti ruoli che mi hanno sempre consentito di mantenere uno stretto rapporto con la scuola, con gli studenti, con i colleghi, col mondo dell’Associazionismo culturale, del volontariato.

Ed ora, pensando di avere acquisito una buona esperienza, ripetutamente sollecitata dalla gente, mi appresto a propormi alla città, alla gente, con una bozza di programma che renderò a breve più preciso e mirato.

Il percorso è: avere idee (acquisite possibilmente sul campo), confrontarsi sempre, quindi decidere.

Sono d’accordo con Patrignani (presidente Confcommercio): progetti chiari, realizzabili, pochi o molti non ha importanza; quello che conta è che siano programmati secondo un ordine di priorità stabilito non da interessi di qualcuno -persona o clan o gruppo politico- ma dagli interessi comuni, dal bene comune.

Bisogna comunque sempre mirare alto, tutt’al più -come diceva M.Luisa Pombeni- si cade su una stella! O come mi diceva Andrea Emiliani, incoraggiandomi nel mio operato: “Un amministratore, anche un sindaco quindi, deve essere strabico: con un occhio corto segue i problemi quotidiani, con l’occhio lungo progetta a tempo medio-lungo”.

Per qualunque innovazione si deve partire dall’esistente, da quello che si ha e che si deve conoscere benissimo per capirne e sfruttarne le potenzialità.

Il mio programma farà riferimento allo Stato, alla regione, ai territori vicini ed anche all’Europa, perché oggi non si può più essere particelle isolate.

Nello stesso tempo intendo rappresentare la voce di un partito che sappia mantenersi collegato con la tradizione, ma nello stesso tempo sia in grado di accogliere i nuovi contributi, le istanze delle minoranze riaggregate, le voci nuove e impellenti dei movimenti, dei giovani, delle donne e degli immigrati, le istanze di cittadinanza e di visibilità quotidiana, sciolte da un mero economicismo amministrativo, ma concordi nel sostegno e nello sviluppo della comunità cittadina e di quella insieme europea e cosmopolita.

Perché ho scelto quel titolo per il MIO programma, e quella immagine.

E’ l’affresco con cui Ambrogio Lorenzetti, pittore del ‘300, rappresentava l’Allegoria del Buon Governo nella Sala dei Nove del palazzo pubblico di Siena, cioè il luogo delle idee sorrette dalle virtù morali e il luogo degli “effetti” del Buon Governo, in cui la società -nella sua interezza e nella sua “socialità”- si sviluppa e si realizza.

In un territorio ben governato, grazie anche alla virtù morale e civile dell’autorità politica la vita fiorisce: si sviluppano le opere degli artigiani e dei mercanti, si costruiscono case, si produce ricchezza, fioriscono le arti e la cultura, si vive bene. Quello che Lorenzetti rappresenta per Siena, e che già da noi è realizzato oggi, dovrebbe essere auspicabile per l’Italia, per l’Europa, per il mondo. Dunque Cesena”città del Buon Governo; da realizzare come?

Metodo di lavoro.

Un progetto di città, così come un piano industriale, deve basarsi sulla realtà esistente, sui mezzi a disposizione, sulle potenzialità di sviluppo e innovazione che un territorio presenta. Per questo penso che non siano esportabili modelli di città, così come non sono esportabili le rivoluzioni.

Cesena è una città in cui si vive bene, la qualità della vita è alta; bisogna fare attenzione a non copiare ed importare i mali delle grandi città rischiando di modificarne la struttura e la natura e le sue peculiarità. (vedi Treviso, Mantova, Cremona, Vichy per il Foro Annonario). Nell’ambito della città media Cesena può essere sicuramente città-laboratorio in rapporto con Impresa e Università, CNR, Europa. Sono sempre stata abituata a lavorare in squadra, sia a scuola sia negli ambiti in cui ho operato (Amministrazione Comunale, Istituto Gramsci, Ser.In.Ar., Conservatorio, ecc.).

  1. un governante abile si attornia di persone capaci, dotate di passione di grande competenza, meritevoli; è vero che oggi la normativa dà sempre più potere ai Sindaci, ma l’esperienza amministrativa accumulata nel tempo e la conoscenza di esperienze di altre città simili alla nostra e più grandi della nostra mi convince sempre di più che è indispensabile avere una buona squadra che collabori apportando anche un buon contributo di competenza, di idee e, perché no, di capacità critica. (poco conta il nome dell’assessorato, molto contano la programmazione e le competenze dell’assessore). Una squadra che rappresenti il più possibile la comunità nelle sue varie componenti.
  2. è importante mantenere un rapporto continuo con la gente ed avere grande capacità di ascolto: in questo momento di crisi di fiducia nella politica l’Amministrazione Comunale resta il referente diretto del cittadino, il luogo vero della democrazia.

  3. al consigliere comunale deve essere garantita la possibilità di esercitare appieno il ruolo di soggetto attivo, di programmazione, controllo di gestione, proposizione di atti di indirizzo.
  4. deve essere rilanciato il rapporto con gli altri territori: la concertazione, la collaborazione, la progettualità comune e condivisa devono sostenere il coordinamento con il territorio contiguo; i localismi (cosa ben diversa dalla valorizzazione del locale) bloccano e riducono le potenzialità in termini di risorse umane e finanziarie.
  5. sono da rivedere i rapporti con la regione, in termini di sostegno alla progettualità e alle competenze del territorio.
  6. si dovranno ridefinire i criteri di nomina dei rappresentanti dell’amministrazione all’interno delle società partecipate privilegiando sempre e comunque le competenze.

E’ indispensabile anche operare una profonda innovazione all’interno della macchina comunale in collaborazione col Personale. Credo di conoscere quasi tutti i dipendenti comunali, sicuramente conosco l’operatività dei settori. Ci sono professionalità, esperienza, competenza ed anche capacità di collaborazione, disponibilità e desiderio di innovazione: aspettano solo di essere messi nelle condizioni di operare e di dare il meglio di sé: vanno ascoltati e adeguatamente valorizzati; per fare un esempio si sta procedendo rapidamente alla informatizzazione dei servizi e delle pratiche amministrative.

Tutto questo si deve fare chiamando a un tavolo di confronto sindacati, associazioni, imprese, forze politiche, su un progetto che l’Amministrazione deve presentare, sostenuta da “esperti di procedure amministrative, rappresentanti dei fruitori dei servizi pubblici” (Bernacci) con l’impegno di condurre a termine il progetto e renderlo funzionale in tempi brevi. Da un’indagine regionale svolta dal CNC il 30% delle aziende emiliano romagnole indica nel costo e nell’insufficienza della pubblica amministrazione il fattore che frena l’economia italiana. Anche se l’E-Romagna risulta più efficiente rispetto ad altre regioni deve competere con l’Assia, non con la Basilicata. Ne consegue la necessità, anche per le amministrazioni locali, di portare la macchina pubblica ad un miglior funzionamento che significa soprattutto snellire gli iter procedurali delle pratiche amministrative, ridurre l’obbligo di rendere conto a troppi enti che si muovono scoordinati fra loro. Semplificando il quadro normativo.

Indispensabile è la collaborazione fra pubblico e privato, attribuendo tutte le volte che la legge lo renda possibile, in un’ottica di sussidiarietà, ai privati compiti delegati di gestione del procedimento amministrativo riservando al pubblico il compito di controllo di legittimità consuntivo e non più soltanto preventivo come accade oggi.