Guardando "Porta a Porta"

Sto guardando “Porta a porta”: sono le 00:05, penso di non resistere fino alla fine della trasmissione perché davvero l’incompetenza e le parole a vanvera dell’ex Ministro Castelli sono insopportabili, mi dà poi l’affanno il vedere come l’On. Rosi Bindi tenti, come al solito, di fare un qualche ragionamento, non importa se condivisibile o meno, tormentata continuamente dagli incivili sghignazzi dell’On. Castelli, così come non sono accettabili i sofismi dell’attuale Ministro Alfano; stucchevoli, più del solito, sono gli interventi smaccatamente di parte e fuori luogo del conduttore Vespa. Sta comparendo però in sovraimpressione l’annuncio che nella seconda parte della trasmissione ci sarà il collegamento telefonico con l’On. Berlusconi: decido quindi di aspettarlo. Nel frattempo, un occhio alla televisione e uno al foglio, penso e scrivo.

Premetto che non mi ha entusiasmato la stampa nazionale che ha investito spazio, tempo e denaro per raccontare tutto delle escort (anche perché quelle “signore” non mi sembra che brillino di luce propria). Seppure disdicevole sul piano morale e squallido sul piano civile, se Berlusconi, alla sua veneranda età, può permettersi notti di fuoco, sono contenta per lui: il vero problema è che non sono questi i “nostri problemi”; aggiungo che non mi piace neppure certa satira, che, oltretutto, produce, a mio avviso, l’effetto opposto a quello cercato.

Premetto che mi amareggia molto il constatare che chi avrebbe potuto e dovuto fare la riforma della giustizia e regolamentare il conflitto di interessi non ha provveduto a farlo; premetto che grande è la mia preoccupazione per la mancanza totale di risorse a disposizione della scuola, della cultura, dell’economia e forte è l’ansia per i tanti giovani, e meno giovani, precari o disoccupati; ma quello che è successo oggi è di una inaudita gravità.

Non mi riferisco alla sentenza della Corte Costituzionale che, legittimamente, si è espressa, ma alla reazione scomposta che il Presidente del Consiglio e la maggioranza tutta hanno avuto di fronte ad essa.

Il Ministro Bossi ha detto che se si dovesse andare alle elezioni, la Lega scenderebbe in guerra (dobbiamo sempre scusarlo per il suo linguaggio pittoresco??!!). Il Presidente del Consiglio ha gridato al complotto: la Corte Costituzionale è occupata da giudici di sinistra che usano il loro potere come strumento politico, il Presidente della Repubblica si sa da che parte sta! Dunque la giustizia non esiste, quindi chi è stato eletto dal popolo continuerà a governare proprio in quanto legittimato dal popolo.

Forse il Presidente del Consiglio non sa che la nostra Repubblica Democratica deve essere governata secondo le regole scritte nella Costituzione: questo il popolo italiano decise allora e ora, lo stesso popolo, dovrebbe esigere che si continuasse a rispettare queste regole; forse non sa neanche che, fortunatamente, ci sono organi di garanzia che hanno il compito, appunto, di garantire noi cittadini – e non sudditi – che chi ci governa si attenga scrupolosamente a quelle.

Ma purtroppo, in questo nostro Paese, gli interessi privati del Presidente del Consiglio sono sempre più intrecciati con gli interessi che attengono al bene comune fino a confondersi con essi…..

Ma ora è arrivata la telefonata del Presidente Berlusconi (ma che pubblico ha Vespa che applaude coralmente alla voce del Presidente?!). Le sue dichiarazioni mi lasciano senza fiato: il Presidente della Repubblica, la cui influenza sui giudici di sinistra che compongono la Corte Costituzionale è notoria, ha la colpa di non aver esercitato pressione sui medesimi per indurli a considerare legittimo il Lodo Alfano!

Credo che la misura sia veramente colma. Spero che la gente, come tante volte dicevo ai miei allievi, sappia ritrovare un po’ di dignità e abbia il coraggio di indignarsi.

Il Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea

Ines Briganti