L'Istituto per la Storia della Resistenza

L'Istituto Storico: dalla ricerca alla conservazione alla promozione: un anno di attività.

Siamo alla fine di un altro anno : è tempo di bilanci. Anche gli istituti culturali hanno il dovere di presentare il proprio bilancio con cui dimostrare che chi sostiene che la cultura non produce dice il falso. Ma in un momento in cui una città come Bologna tanto si adopera, e giustamente, per salvare la propria squadra di calcio, e non si preoccupa di salvare un grande teatro che ha prodotto cultura per quattrocento anni, è difficile "essere capaci di speranza" (Seneca). Eppure bisogna provarci.

 

Su questa premessa, quale Presidente dell'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Forlì-Cesena, incarico totalmente gratuito e volontario, ritengo sia doveroso dare conto, a quanti possono essere interessati, dell'operato dell'Istituto nell'anno sociale 2009/2010.

Nell'ambito della ricerca sui temi della Resistenza, del fascismo e, più in generale, sulla storia contemporanea, è stato pubblicato il volume di Vladimiro Flamigni e Massimo Scarani, Sarsina 28 settembre 1944: la rappresaglia tedesca nei documenti dello Special Investigation Branch. L'Istituto ha contribuito inoltre alla pubblicazione del libro di Alberto Gagliardo, Con un segno giallo sul petto: un percorso comparativo nella storia di Cesena: dall'antigiudaismo religioso all'antisemitismo eliminazionista. Si sono tenuti il convegno nazionale di studi, I sindaci della Repubblica: ricostruzione e trasformazioni della vita municipale emiliano-romagnola nel secondo dopoguerra (1945-1970); i seminari di studio L'VIII Brigata Garibaldi: lotta armata, rapporti con la popolazione civile, memoria e Popolazione e Partigiani sulla Linea Gotica in Emilia-Romagna. Sono tutt'ora in corso ricerche sul rapporto tra popolazione e partigiani, la pubblicazione delle quali è prevista per aprile 2011.

E' stato attivato il nuovo sito web dell'Istituto: www.istorecofc.it.

E' proseguita l'attività didattica e di valorizzazione dei luoghi della memoria attraverso il progetto Dalla memoria della Linea Gotica alla cultura della non violenza e della pace che ha visto coinvolte  le terze medie di Longiano, Sarsina, Ranchio, Galeata, Modigliana, Santa Sofia, per un totale di centoottanta alunni. La Scuola di Pace di Tavolicci ha poi visto la partecipazione delle scuole medie di Bagno di Romagna, Alfero, Verghereto, di due classi della "Benedetto Croce" di Forlì e di tre classi di Mercato Saraceno, complessivamente duecento studenti in due giornate. L'Istituto ha inoltre contribuito alla realizzazione di un seminario di formazione per docenti sul tema della formazione del pensiero razzista nel ventesimo secolo, in collaborazione con Memorial de la Shoah e Comune di Rimini. Si sono svolti a Cesena i seguenti incontri con i testimoni: Samuel Modiano, sopravvissuto alla Shoah; Shlomo Venezia, autore del volume Sonderkommando Auschwitz; Boris Pahor, che durante la seconda guerra mondiale ha collaborato con la resistenza antifascista slovena ed è stato deportato in diversi campi di concentramento in Francia e Germania.

Si sono programmati a Cesena poi cinque incontri che abbiamo voluto considerare facenti parte dell'unico progetto Vuoti di memoria. Storia, eventi, miti e luoghi comuni della storia d'Italia nel novecento. Gli incontri aperti alla cittadinanza, dedicati in particolare a studenti e docenti, hanno trattato i seguenti argomenti: L'uso e l'abuso pubblico della storia; Il mito della Resistenza; L'Italia, il colonialismo, il razzismo; Il confine orientale. Le foibe; La nascita della nuova Italia fra violenza e rimozioni. Il ciclo seminariale, reso possibile grazie al sostegno di Novacoop di Cesena e della Banca di Cesena, ha visto una partecipazione straordinaria, soprattutto di giovani, ma anche di un pubblico eterogeneo di non addetti ai lavori semplicemente desiderosi di conoscere e di capire. Gli obiettivi che ci eravamo posti infatti, erano esattamente quelli di chiarire alcune questioni, a nostro avviso di grande attualità: 1) perché parliamo oggi di "memoria corta" o addirittura di "vuoti di memoria", 2) quali conseguenze tutto questo può determinare nel comportamento culturale etico-politico di un popolo, di un Paese 3) di quali e quante responsabilità deve sentirsi investito lo storico nel compito fondamentale che gli appartiene di uscire dall'accademia, di "disvelare" il passato, di provocare curiosità di sapere, di distinguere "il vero dal falso" (M. Bloch, Apologia per la storia) 4) in questo contesto quale deve essere il ruolo politico - nella accezione classica del termine - che hanno gli istituti storici e culturali, le case della memoria e tutti quegli istituti ai quali furono riconosciuti vita e significato dall'Italia repubblicana e democratica.

Collegato strettamente a questa valutazione è un altro ruolo importante che l'Istituto storico sta svolgendo, quello della conservazione e raccolta di fondi archivistici. A questo proposito è stato avviata l'inventariazione del Fondo Camera del Lavoro di Forlì, la cui documentazione (606 faldoni), tutta originale, risalente al periodo 1945-1990, è stata acquisita nel 2003. E' stata stipulata inoltre una Convenzione con la Fondazione Ariella Farneti che ha chiesto di depositare presso i locali dell'Istituto il proprio archivio storico (fondo PCI-PDS-DS). Sono già pervenuti materiali da Castrocaro, Terra del Sole e Forlimpopoli. E' già disponibile invece alla consultazione del pubblico, grazie all'inventario cartaceo ed elettronico, il Fondo  Federazione Forlivese del Partito Comunista Italiano, già acquisito dall'Istituto nel 2001. In vista del ricongiungimento dell'archivio, l'Istituto sta seguendo l'iter, avviato con l'ausilio della Soprintendenza archivistica dell'Emilia Romagna, per ottenere il riconoscimento ufficiale di notevole interesse storico del fondo. E' stato avviato anche il progetto Archivio dei movimenti giovanili che consiste nella messa in rete di una serie di documenti (fotografie, volantini, giornali, periodici, altri documenti scritti) relativi ai movimenti giovanili degli anni '60 e ‘70, con particolare riferimento alle città di Cesena e Forlì. Parte di questo materiale è già stata scansionata, digitalizzata e inventariata ed è consultabile on-line, tramite un collegamento dal sito web  dell'Istituto. Il progetto, ancora in fase di sviluppo, è innovativo sia sotto il profilo dei contenuti, perché si tratta di materiali in gran parte inediti (conservati in collezioni private o disperso in archivi), sia dal punto di vista dello strumento utilizzato, perché consente la consultazione integrale della documentazione da qualsiasi postazione internet. Si tratta inoltre della sperimentazione di un archivio "partecipato", che presuppone il coinvolgimento degli stessi testimoni o visitatori del sito.

Anche il patrimonio bibliografico, consistente in 16.119 volumi, 405 tesi di laurea e 67 riviste correnti è stato  implementato grazie all'acquisizione, tramite acquisto o donazione, di circa 600 libri. Il patrimonio della Biblioteca, catalogato nella rete del Servizio Bibliotecario Nazionale, è interamente disponibile alla consultazione del pubblico e per gran parte ammesso al prestito esterno, servizio che, avviato lo scorso anno,  ha visto nel 2010 aumentare i propri utenti.

Per saperne di più sulle attività svolte o in corso si può visitare il sito web dell'Istituto (www.istorecofc.it ).

Se è stato possibile realizzare quanto sopra, seppur brevemente, indicato, lo si deve all'impegno di alcune persone che devo ringraziare: Massimo Lodovici, direttore dell'Istituto, storico competente appassionato instancabile; Miro Flamigni, vicepresidente dell'Istituto, che ha dato cuore e mente per decenni e, da pensionato, continua a farlo per passione; Mara Zambelli, la nostra "unica dipendente", giovane instancabile e competente; il Comitato scientifico e il Direttivo per i preziosi contributi. Un ringraziamento affettuoso e accorato da collega va infine a tutti i docenti, e sono tanti, che ci seguono insieme ai loro studenti. In un tempo in cui si pensa alla scuola solo come ad un luogo di lavoro in cui fare economie e magari anche insegnare a chi vi opera come fare il proprio mestiere, essi (i docenti) dimostrano con il loro operato quotidiano di saperlo fare bene il loro lavoro, soprattutto coinvolgendo direttamente i giovani e motivandoli al sapere e allo studio. Ed è proprio pensando a loro che l'Istituto storico, pure in mezzo a mille difficoltà, ha già predisoposto un piano di attività per il 2011, parte delle quali sono già state avviate nel corso dell'anno scolastico 2010/2011.

La Presidente, Ines Briganti

(inviato alla stampa il 29/12/2010)