Convegno sull’Arte Sacra di Ilario Fioravanti

Il 22 ottobre 2011, presso il Convento delle Suore Benedettine si è svolto un convegno su "L'arte sacra di Ilario Fioravanti" promosso dalla società Amici del Monte. Ha aperto i lavori il presidente Luciano Almerigi che ha ringraziato per la squisita ospitalità la Madre Badessa e il Maestro Ilario Fioravanti presente al convegno, socio fondatore della società e co-presidente onorario. Hanno portato il loro saluto il vescovo Mons. Douglas Regattieri e il vice sindaco Carlo Battistini che hanno ricordato quanto, in questo tempo difficile, l'arte sacra sia motivo di riflessione e di educazione all'etica. Si sono poi susseguite le relazioni degli esperti. Don Piero Altieri, avvalendosi di efficaci diapositive, ha illustrato i bronzi, le vetrate istoriate, le Vie Crucis, mettendo in evidenza come le immagini e le figure di Ilario ci conducono, attraverso la materia, al soprannaturale: "anche chi non si riconosce in un cammino di Fede, trova nell'opera dell'artista motivo di richiamo alla bellezza della spiritualità".  Particolarmente incisiva e coinvolgente è stata la relazione di Annalisa Trentin, architetto docente presso la nostra Facoltà di Architettura. Ella ha voluto dare al suo intervento un titolo significativo: "L'umiltà della costruzione", ovvero il rispetto del territorio, dell'ambiente, del luogo. Attraverso la proiezione di immagini riferite alla Casa Madre di Miramare di Rimini e al monastero delle Monache Benedettine (luogo in cui si è svolto il convegno) e a disegni riferiti ai progetti, la relatrice ha colto i valori fondamentali di Ilario uomo e artista: li ha testimoniati richiamandosi alle  parole del Maestro: " l'architetto non pensa al rapporto col potere ma pensa allo spazio, alla luce", "se l'architettura è bella si vede dal legame che ha con la terra -la terra è sacra e va rispettata", " la luce non deve essere troppa, perché nella religione non si deve scoprire troppo, si deve lasciare spazio all'emozione". Trasparenza, luce, colore, raffinatezza dei particolari, adattamento allo spazio e al territorio sono le caratteristiche dell'architettura civile di Ilario Fioravanti secondo Paolo Rava, architetto, ultimo relatore intervenuto. Queste caratteristiche sono state ben rese da una serie di immagini riferite a una casa privata di Faenza costruita nel 1967, su progetto di Ilario Fioravanti, e straordinariamente moderna: " vera architettura aulica che rappresenta la sacralità laica della famiglia". Di Palazzo Almerici di Cesena l'architetto Rava ha messo  in evidenza come "materiale, colore, maestria governano lo spazio e lo rendono vivibile". Sono state due ore di intensa emozione per il pubblico presente, molto numeroso, che ci ha chiesto di ripetere l'iniziativa, ma anche per lo stesso maestro Fioravanti, trattenutosi per tutta la durata del convegno, commosso e felice, che ha voluto ribadire quanto l'arte sia stata e sia la sua vita. Ines Briganti, che ha condotto l'incontro, ha concluso citando Vittorino Andreoli:  "All'osservazione "non vedo paesaggi ..." l'artista risponde "non amo i paesaggi perché si consumano subito, mentre l'uomo non lo si consuma mai, c'è sempre qualcosa che ti sfugge, e quando pensi di averlo capito, subito si manifesta in un'espressione che non avevi visto prima".

Ines Briganti