Neve in Romagna e neve a Roma

Avevo pensato di non scrivere per non essere confusa con quelli di "Roma ladrona" ma poi l'intervento di Massimo Gramellini, ospite di Fazio, mi ha fatto inorgoglire, per cui due battute sul nevone le voglio fare. Che bell'articolo quello di Niccolò Zancan, inviato speciale a Sant'Agata Feltria, pubblicato sulla Stampa di domenica 12 febbraio. Il titolo era "Lo Stato siamo noi", viaggio nel paese che si salva da solo. Il racconto, che parlava di neve, tanta neve, di gente che lavora senza perder tempo, senza lamentarsi, che libera i tetti ("Svelti, oh... che sta iniziando a scricchiare !") potrebbe riguardare tutta la Romagna.

 La gente delle nostre colline, cesenati, forlivesi, riminesi ha fatto di tutto, ha saputo fare da sola fino al limite delle possibilità, poi, arrivati gli aiuti, ha saputo coordinarli, grazie all'impegno di tutte le forze dell'ordine, della polizia municipale, degli operatori delle amministrazioni locali, vigili del fuoco, protezione civile, volontariato. Ma soprattutto la gente ha ritrovato un senso di comunità, talvolta apparentemente scomparso, in realtà mai perduto. Un grazie va in particolare a tutti noi, robusti e generosi figli di questa nostra terra. Da dove nasca in me questa esigenza insolitamente romantica e patriottica è presto detto: intanto per dare, come'è giusto che sia, onore al merito, ma anche per un grande desiderio di fare qualche distinguo. Siamo un popolo della stessa nazione, siamo tutti figli del 150°, ma quanto siamo diversi !!! Sotto un'imbiancata di neve i romani si son ritrovati in ginocchio: come bene ha detto una nostra intrepida signora di un chiosco di piadina: " I romani sanno solo lamentarsi!" Che triste spettacolo ci ha offerto la televisione nei giorni scorsi: da una parte i nostri comuni sepolti da muraglie di neve e liberati da gente che lavorava, certo stanca, ma a buon diritto, dall'altra i simpaticissimi romani che camminavano su qualche millimetro di neve con le scarpette da ginnastica, ignoravano l'esistenza di pneumatici termici o di catene. Cari fratelli romani non solo non vi abbiamo capito ma ci avete fatto proprio rabbia! Come bene ha detto Massimo Gramellini c'è il bidello Giancarlo che prima di andare in pensione dipinge le aule della sua scuola, ci sono tanti Giancarli che in silenzio fanno quotidianamente più del proprio dovere, ci sono i romagnoli che spalano la neve e tutto questo ti fa star bene (ha detto proprio così!).

Ines Briganti, Cittadina di Romagna