Lettera aperta a Matteo Renzi

Lettera aperta a Matteo Renzi

Premetto che sono assolutamente d'accordo che si facciano le primarie, aperte, con regole precise che tutti devono rispettare; che chi ritiene di essere capace, utile al partito alla comunità e al Paese, quindi di essere in grado di svolgere bene eventualmente il compito di Presidente del Consiglio, partecipi alla bella sfida. Proprio su queste premesse mi sento  di dare qualche consiglio a Matteo Renzi.

Intanto, anche se ha 36 anni non è giovane , è vecchio, della politica. Figlio d'arte (non è una colpa, ovvio, ma ha la sua importanza) è in politica dal 1996: è stato impegnato nei Comitati Prodi, nel 1999 è stato segretario  del Partito Popolare Italiano, nel 2001 è stato coordinatore della Margherita, nel 2003 ne è stato segretario provinciale, dal 2004 al 2009 è stato presidente della Provincia e attualmente è sindaco di Firenze.

Se la carriera politica fosse l'unico criterio di valutazione per la rottamazione sembra quasi giunta la sua ora, o no?

 

Oltretutto mi sembra che Renzi stia pensando anche a un Monti-bis, ma anche Monti è già nonno, e a quanti altri nonni si dovrà rivolgere per formare un governo?

Nel merito dei contenuti poi ha altro da dire oltre alla ormai stucchevole polemica contri i vecchi? Ad esempio a me interesserebbe sapere quale programma di governo ha, sulla cultura, sulla scuola, sul lavoro ,che non siano le belle frasi che ognuno di noi darebbe in grado di pronunciare, quali: risorse alla scuola pubblica, posti di lavoro per i giovani, tasse ai ricchi, equità sociale, ecc. ecc.

O su questi temi pensa che anche il programma del PD posa essere condiviso?

Sul metodo: cavalcare il grillismo, operazione molto facile a farsi, non mi sembra indice di grande capacità di elaborazione politica e tantomeno di volontà di rinnovamento.

Convengo anch'io  sui limiti di tempo  di permanenza in Parlamento e nel Governo, da rispettare senza eccezioni (chi ha fatto il parlamentare o il ministro può continuare ad impegnarsi per il bene comune anche al di fuori di questi incarichi) ma il rinnovamento -caro Renzi- si fa non seguendo criteri anagrafici ma sulla base di criteri che attengano alla capacità, alla competenza, all'esperienza (anche, perché no?) e aggiungerei anche un po' di cultura, che non guasterebbe. Caratteristiche che molti dei nostri politici, indipendentemente dall'età e dallo schieramento, purtroppo non hanno mai avuto o hanno perso per strada.

Ma soprattutto è indispensabile che chiunque voglia intraprendere il percorso politico abbia un suo mestiere! Solo così si evita l'obbligo di "sistemare" qualcuno, comunque, da qualche parte, solo così forse si evitano le "caste" dei politici, dei dirigenti, degli amministratori.

Insomma, sono convinta che la vita democratica di un partito non possa e non debba escludere il contradditorio e la presenza di istanze critiche, che la sua salute e la sua capacità di mantenersi vivo e attento a far fronte ai cambiamenti della società sia strettamente legata alla presenza di questi elementi critici, anche dissonanti, purché siano motivati da volontà propositiva e costruttiva e non soltanto da ambizioni personali.

Ines Briganti (PD Cesena)

15 sett. 2012