Seconda lettera a Matteo Renzi - 19 febb. 2014

Caro Renzi, io non twitto, scrivo.

Già espressi il mio parere sul tuo operato quando te ne uscisti con I'idea della "rottamazione", che io allora criticai in quanto, a mio avviso, non erano le biografie da rottamare ma semmai le teste!

A distanza di tempo, dopo aver visto le corse di tanti per salire sul carro del vincitore alla prima, alla seconda o all'ultima ora, sono sempre più convinta della mia intuizione. Poi sono arrivate le primarie, il tuo successo, la tua "beatificazione" a cui io non ho contribuito (io ho votato Civati, certa di perdere ma in coerenza con me stessa).

E' partita quindi la tua corsa, ben studiata; riconosco le tue qualità di "politico": coraggio che rasenta l'audacia, energia, tempismo, abilità nella comunicazione. Talune tue proposte mi convincevano: il governo deve essere più decisionista, attivare rapidamente le riforme, quella elettorale in primis. Ho apprezzato anche le tue dichiarazioni: mai al governo senza passare attraverso il voto, mai più governi dalle larghe o strette intese.

Ma a queste dichiarazioni di principi ha fatto seguito il faree. Non mi è piaciuto e non è stato condiviso da tanti l'incontro personale con Berlusconi: comunque la si pensi da lì è ricominciata la sua resurrezione che gli ha consentito di riassumere pieno ruolo istituzionale e di presentarsi alla consultazione col Presidente della Repubblica come capo di Forza Italia.

Caro Matteo, tu avevi definito il clima di quell'incontro come "sintonia perfetta": nella tua foga linguistica forse non hai valutato il peso politico di quell'espressione. Da quell'incontro il tuo faree è diventato un crescendo rossiniano che molti non hanno capito, così come non è stato capito il voto espresso dalla Direzione Nazionale del PD. Perché dunque tanta accelerazione? le riforme verranno dopo? E quando?

E' il calendario delle prossime Grandi Nomine (Eni, Finmeccanica,Terna, Enel e altre decine) a dettare i tempi?

Sempre secondo le tue dichiarazioni non avresti mai governato con la destra, e ora devi governare con Alfano, Formigoni e Giovanardi, per citare i migliori … I partitini non avrebbero dovuto più condizionare i governi, e ora patteggi i ministri anche con Casini!! Questi mi sembravano veramente comportamenti tipici della prima repubblica.

Dovresti sapere che governare un paese come il nostro, il cui governo è di per sé difficile, non è come partecipare alla "ruota della fortuna", in cui buona memoria e fortuna -appunto- ti fanno vincere. Nel tuo comportamento da rinnovatore vero, e non mistificatore, avrei voluto riconoscere innanzitutto coerenza e rispetto della parola data, merce vecchia ma rivoluzione vera nella "palude" in cui ci troviamo. Il tuo operato, perdonami la franchezza, assomiglia molto a quello che definiamo berlusconismo: si impongono decisioni, prese dal capo e da pochi altri, ai "sudditi" - nell'accezione con cui Maurizio Viroli usa questo termine. Chi ti scrive non ha mai risparmiato critiche al proprio partito, scontrandosi in più occasioni con l'orientamento dominante, ma ci ha sempre messo la faccia -come usa dire- facendo anche proposte; per questo mi amareggia il sentire che con espressioni improvvide e facilmente liquidatorie tu rischi di buttar via anche una parte di storia che forse sarebbe bene prima di tutto conoscere e poi conservare. Intendo dire di non rottamare i contenuti di un pensiero politico e di una buona parte di storia di un Paese rischiando di conservarne e utilizzarne i vizi e gli apparati non sempre per il bene comune.

Tuttavia io resto fiduciosa. Vorrei che il nuovo Governo, oltre ad essere dinamico, attivo e "decisionista", fosse soprattutto capace di mantenere saldi i principi che reggono uno Stato democratico. Sulla capacità che tu dimostrerai di mantenerti solido su queste impostazioni saranno misurate le tue azioni.

Seppure amareggiata dalle premesse mi vien da dirti "qui si parrà la tua nobilitate".

Ines Briganti

Direttivo Federazione

PD di Cesena